UN NUOVO TRATTATO per evadere dalla vostra routine, e tornare ai gusti semplici, alla natura, ai piaceri ancestrali.
15 Febbraio 2016
DA "L'ANTICA CUCINA AFRODISIACA" DI OMERO ROMPINI, un manuale culinario per stuzzicare i sensi, la gola e per rinvigorire gli appetiti sessuali.
La miglior formula per la composizione di questo piatto è quella che fu data in versi dal poeta CHARLES MONSELET gran luminare della scienza gastronomica, il quale assicura che se
la sposa di Putifarre, ricco signore d'Egitto, quando si invaghì, cercando di sedurlo, del giovane schiavo e casto Giuseppe, acquistato dal marito avesse potuto fargli assaggiare questo piatto, non avrebbe dovuto subire lo scorno che tutti conosciamo:
Offesa dal rifiuto del giovane, la donna si vendicò accusandolo di fronte al marito di aver tentato di farle violenza, mostrando come prova la veste dello schiavo, della quale Giuseppe si sarebbe liberato pur di fuggire dalle mani della moglie del padrone. Per questa falsa accusa lo schiavo Giuseppe fu rinchiuso nelle prigioni del Faraone.
Io ve la riassumo sfrondandola dai fiori retorici e tralasciando i voli lirici dell'originale.
PRENDETE UN ASTICE SUPERBO E PIENO DI VITALITA'.
GETTATELO ANCORA PALPITANTE NELL'OLIO FINISSIMO CONTENUTO IN UNA CASSERUOLA POSATA SUI CARBONI ARDENTI.
AGGIUNGETE:
SALE,
PEPE DI CAYENNA,
POCO AGLIO SCHIACCIATO,
BUON VINO BIANCO,
BUONA SALSA DI POMODORO FRESCA,
AROMI IN COPIA,
CUOCETE PER CIRCA MEZZ'ORA E SERVITE.....