UN NUOVO TRATTATO per evadere dalla vostra routine, e tornare ai gusti semplici, alla natura, ai piaceri ancestrali.
19 Aprile 2014

è un pesciolino di cui i testi di cucina dicono poco o nulla.
Io l'ho mangiato appena pescata in un bilancione a Ravenna.
Si pesca con le reti in profondità, si mangia in preferenza appena pescata o al max il giorno dopo.
L'alborella fresca deve essere rigida e nervosa, la carne tenace e l'occhio lucidissimo, se tenuta in ghiaccio perde consistenza e fragranza e casomai andrebbero cucinate in umido ma ve le sconsiglio vivamente.
A me sembra degna di nota perchè è forse l'unico pesce d'acqua dolce che viene bene anche in frittura, cotta intera nell'olio.
Di solito lo si mangia tutto in un boccone testa coda e lische comprese.
Io le ho pulite (anzi me le hanno pulite così come ha indicato il pescatore) togliendo la testa e le interiora.
si lava poi l'alborella in acqua corrente
e si asciuga bene con un panno
Come per ogni frittura si tiene pronta una padella di ferro con abbondante olio di semi (NON D'OLIVA) .
L'alborella si butta nell'olio tale e quale non salata ma leggermente infarinata. La farina ingentilisce il gusto e da il suo particolare contributo.
I pescatori la mangiano così tale e quale senza nemmeno la farina, i cuochi la mangiano infarinata.
Cuoce in 6-7 minuti si toglie con la paletta forata e si appoggia su carta assorbente.
Si cosparge di abbondante sale e una bella spruzzata di limone e si servono immediatamente... vanno mangiate croccanti e caldissime e non si possono lasciare aspettare.
L'accompagnamento migliore sono delle patatine novelle a strisce fritte anch'esse nell'olio.
Il vino deve essere assolutamente bianco e poco alcolico ma gelatissimo.
Buon appetito, Ivana in cucina
www.ivanaincucina.over-blog.it
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