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In questa versione originale della matriciana o amatriciana, non và assolutamente usata la cipolla , il vino e la pancetta.
L'errore che molte persone e ristoranti italiani fanno è l'uso della cipolla , anche se la cipolla ci può stare bene, comunque ne altera il sapore. La vera matriciana o amatriciana è quella che ho trovato in questo sito. (http://www.matriciana.com/) e che vi riporto pari pari.
Questa ricetta è nata ad Amatrice in provincia di Rieti, una piccola cittadina Laziale al confine con l'Abruzzo, la ricetta che ha una origine geografica definita e possiede una forte ed antica tradizione legata a questo territorio prevede rigorosamente gli spaghetti e non i bucatini, come è indicato nei cartelli Comunali all' ingresso della città
v'illustrerò il procedimento e gli ingredienti per l'unica ricetta antica, quella originale con l'unica variante, l'aggiunta del pomodoro.
La ricetta chiamata matriciana e non amatriciana, in quanto gli abitanti di Amatrice usavano chiamarsi “ Matriciani ”, senza la A di conseguenza anche la famosa pasta veniva chiamata “ Matriciana ”, col tempo per un fenomeno linguistico è diventata amatriciana.
Questo piatto era il pasto principale dei numerosi pastori che vivevano sulle montagne di Amatrice, ma la preparavano senza il pomodoro. Questa versione è chiamata pasta alla " Gricia ". I pastori portavano nei loro zaini, pezzi di pecorino, sacchette di pepe nero, pasta essiccata, guanciale e strutto.
Ricetta della matriciana per 4 persone
Versate un cucchiaio di strutto nella padella in ferro in modo da ricoprirne completamente il fondo, e fatelo scaldare a fuoco vivo. all'epoca si usava lo strutto con il suo sapore dolce e delicato, e serviva anche come lubrificante per le padelle in ferro. ( da non usare l'olio, con la sua acidità ne altera il sapore ).
Versate il peperoncino.
Tagliate le fette di 250g di guanciale di Amatrice a striscioline lunghe, uniformi e dello stesso spessore. evitare di tagliare il guanciale a dadini, si rischia di rendere il magro, alla fine dello struggimento, duro ( da non usare la pancetta è ricavata dalla pancia del maiale troppo salata, ne altera il sapore ). Il guanciale è ricavato dal muso del maiale quindi è un grasso più nobile con il sapore più delicato e profumato è l'ingrediente indispensabile per la preparazione della matriciana, senza di esso, non è sugo alla matriciana.
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aggiungere allo strutto con peperoncino le striscioline di guanciale girandole immediatamente con un mestolo di legno.
( usare rigorosamente padella in ferro per non alterare il sapore del sugo )
Abbassate il fuoco e fate rosolare il guanciale per un paio di minuti, finche non abbia raggiunto la giusta coloritura giallo dorato.
( Attenzione, qui bisogna cogliere il momento determinante che potrebbe essere quello che potrà segnare la fine dell' abbrustolimento o l'inizio di una possibile bruciatura del guanciale. Quindi attenzione, saper cogliere questo momento e' uno dei segreti della matriciana, che non si insegna ma che si acquisisce con l'esperienza antica dei pastori matriciani. Se si perde il momento magico, la matriciana e' compromessa, avremmo un guanciale lesso oppure un guanciale bruciato )
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Fermate la rosolatura versando nella padella 500 grammi di pomodoro fresco quello casalino rosso e ben maturo in alternativa scatola di pelati. Consigliata una scatola di pelati Graziella o San Marzano .
Fate cuocere il sugo per circa 10 minuti, girandolo di tanto in tanto, finche non raggiunga il giusto grado di densità e fluidità.
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A cottura ultimata togliete il peperoncino e intanto scolate 400g di spaghetti di pasta secca di semola di gran duro di produzione italiana di alta qualità al dente messi a cuocere in precedenza.. Consigliata la pasta De Cecco n.12
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Versate gli spaghetti nella padella in ferro e saltateli, aggiungendo, un pò alla volta 150 grammi di pecorino di Amatrice grattuggiato, il sapore molto delicato, non salato e leggermente piccantino , ( evitare quello romano, al palato risulta forte e salato, ne altera il sapore ).
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Versate gli spaghetti alla matriciana in un piatto, aggiungendo in superficie un pizzico di pecorino e serviteli caldi.
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