UN NUOVO TRATTATO per evadere dalla vostra routine, e tornare ai gusti semplici, alla natura, ai piaceri ancestrali.
15 Dicembre 2011
RISOTTO ALLA MILANESE
Se si consultano 10 libri di cucina, troveremo 10 ricette diverse per questo piatto:
la mia è frutto di vaste letture e ricerche assidue ed esperienze.
Per 6 persone:
- in una padella mettete 90 g di burro e una mezza cipolla tagliata a fette.
- rosolate a fuoco vivo ma senza bruciare la cipolla
- se volete un
RISOTTO ALLA MILANESE CON SALSICCIA
mentre si tosta la cipolla si getta nella pentola salsiccia fresca e molle di maiale e manzo fortemente pepata e drogata "LUGANEGA", io metto luganega a pezzi per un totale di 20-25cm al max.
La salsiccia segue la sorte del risotto descritto sotto sino alla fine.
Se si mette la luganega bisogna stare indietro con il burro, e secondo me anche lo zafferano contrasta con questa salsiccia, io la preferisco aggiunta al riso bianco alla parmigiana.
- quando la cipolla è dorata si butta mezzo kilo di riso e si mescola con un cucchiaio di legno
- sempre a fuoco vivo si fa tostare il riso ( operazione fondamentale per una buona riuscita del piatto )
- se volete un
RISOTTO ALLA MILANESE CON Funghi

mentre si tosta il riso nel burro e cipolla si aggiungono funghi secchi già ammollati precedentemente in acqua per una ventina di minuti che stanno benissimo con il risotto e anche con lo zafferano: basta non esagerare nel quantitativo.
Se ho dei funghi freschi preferisco cucinarli a parte e versarli nel risotto a fine cottura, se li volete cotti nel riso suggerisco funghi porcini piccoli e freschissimi tagliati a fette.
Poichè i funghi per essere saporiti e per dare il proprio profumo devono essere tostati nel burro, occorre aggiungerli prima del riso, soffriggerli nel burro e cipolla per pochi minuti, duo o tre, operazione necessaria!!!!
Una volta tostati non preoccupatevi più dei funghi e fate il vostro risotto seguondo le istruzioni descritte nel metodo generale.
- quando il riso diventa dorato e lucido aggiungete mezzo bicchiere di vino bianco secco caldo.
- mescolate rapidamente e lasciate evaporare il vino
- sempre a fuoco vivo aggiungete buon brodo bollente
( va bene di manzo o pollo ma se non lo avete va bene di dadi)
ma sempre poco per volta In modo che il riso lo assorba lentamente
e senza smettere mai di mescolare.
- Sciogliete a parte lo zafferano in pochissimo brodo E AGGIUNGETELO AL RISO.
RICORDATE LO ZAFFERANO NON DEVE CUOCERE E L’ECCESSO RENDE IL RISO SGRADEVOLE.
- Dopo circa 20-25 minuti dalla tostatura il risotto sarà pronto, ma l’assaggio è il vostro miglior giudice.
All’ultimo istante si aggiunge 30 g di burro e abbondante parmigiano grattugiato sempre mescolando.
Se avete mescolato senza stancarvi, se non eccedete nel brodo e non avete lasciato che il riso si attaccasse al fondo, insomma se avete seguito tutte le mie istruzioni il riso sarà perfetto!
RISOTTO ALLA MILANESE AL SALTO
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Non si può trascurare questo piatto!
Talvolta ne faccio in abbondanza proprio per poterlo saltare il giorno dopo o la notte, anzi qualche volta lo preparo in anticipo appositamente per farlo al salto qualche ora dopo.
Si può procedere in due modi a seconda se si vuole un risotto riscaldato e sfuso, oppure un vero e proprio tortino croccante, io preferisco il secondo.
PER IL RISOTTO SFUSO SI PROCEDE COSì:
In una padella si mette un cucchiaino di burro, quando sarà appena fuso si aggiunge il riso freddo e lo si lavora sul fuoco allegro mescolando con il cucchiaio di legno per una decina di minuti o anche meno.
Si ottiene un ottimo risotto che non assomiglia più al risotto originale ma avrà ancora i chicchi lucidi e staccati per il nuovo burro introdotto.
PER IL RISOTTO CROCCANTE SI PROCEDE COSì:
In una padella si mette poco olio e una piccola noce di burro.
Quando si forma un velo su tutta la padella, si stende una quantità limitata di risotto freddo, quanto basta per coprire il fondo e ottenere un tortino di 1-1,5cm di spessore.
Il risotto deve essere prima sminuzzato e lavorato con un cucchiaio di legno per non mettere nella padella pezzi grossi e freddi di riso freddo.
Poi con una paletta di alluminio si aggiusterà il riso comprimendolo e formando il tortino.
Il fuoco deve essere violento, ad un certo punto, quando l'occhio lo ritiene opportuno, con l'aiuto di un coperchio e senza scottarvi e senza schizzi sui pantaloni, dovete girare il tortino per rosolarlo dall'altra parte.
Alla fine otterrete un croccantino di bell'aspetto dai colori gialli con riflessi rosso bruni (anche i colori hanno la sua importanza) che cospargerete di parmigiano gratuggiato a piacere.
VI ASSICURO CHE è UN PIATTO DELIZIOSO.
Vi ricordo che un tortino deve essere piccolo, corrispondente al max a due porzioni, se fate porzione per porzione, aumenta la fatica ma il risultato è migliore.
Buon appetito, Ivana in cucina